Tutto Bene.

Bene.
È quello che solitamente si dice
quando, in realtà
bene non stai.
In troppi
chiedono “come va?
senza volerlo
sapere davvero.
Se tu me lo chiedessi
ora
ti direi:
siediti che ti racconto.

La verità è
che ci sono sempre
un’infinità di cose da dire al riguardo
perché facile
la vita
non lo è mai.
Ma non per questo
abbiamo un motivo
per abbatterci.
Anzi.

Sai, amo i girasoli
proprio perché
non smettono mai di seguire
la luce.
Mi ricordano
che non devo dimenticare
mai
che il sole
non ci abbandona.
E quanto è bello
quello dopo un temporale
che sembrava non finire…

Valentina Benetton 

Semplicemente Vita

Ci sono cose che non cambieranno mai.

I sentimenti che proviamo.
Gli amici, quelli veri, che conosci da una vita.
Le figuracce di ogni prima volta.
Lo sguardo di chi ti capisce in un istante.
La paura che si prova nel fare una scelta che potrebbe significare tutto.
Il timore di non essere ricambiati.
Gli abbracci in cui non riesci a respirare
ma che ti fanno sentire di non essere più solo.
Gli addii fatti di lacrime, baci e quel pizzico di speranza
che non ci abbandona mai.
L’ansia del primo appuntamento, del compito in classe, del colloquio di lavoro.
L’ansia per tutto.

Altre cose invece se ne andranno per sempre.

Il nostro primo amore che difficilmente diventa anche l’ultimo.
Stringersi il mignolino per promettersi tutto e crederci fino in fondo.
La possibilità di ricominciare ogni cosa dall’inizio.
Quegli occhi di cui non pensavi potessi fare a meno.
I treni che per paura hai scelto di non prendere sperando in un viaggio migliore.
L’occasione di amare e di essere ricambiati solo per timore.
Il bene che potevi dimostrare con un gesto che non ti costava nulla
ma che hai preferito tenere per te.
Le persone a cui tenevi di più, come le occasioni per dirgli “ti voglio bene”
che poi è sempre troppo tardi.
Quella curiosità che hanno solo i bambini, lo stupore negli occhi e la voglia di emozionarsi.
Ogni giorno.

Valentina Benetton

Io ci sarò

L’armonia e la gioia che ti dà una fiamma che vive in noi
la bellezza della vita che la natura ci ha donato
e che io voglio trasmettere alla creatura meravigliosa che Dio mi ha portato:
Mia figlia
Perché un giorno possa conoscere ed apprezzare
e sarà quella che gli darà la forza per superare tutte le avversità della vita
Capire quanto Amore può dare l’essenza che è in noi
e che vive in tutti noi
L’importanza di capire e saper ascoltare la voce che porta alla saggezza di ogni uomo
Con un soffio di vento
o un battito d’ali di un passero
ci porta ad ascoltare e a conoscere un mondo meraviglioso
Il mondo che gira da millenni attorno a noi
e che è lì pronto ad accoglierti ed ascoltarti se tu lo vuoi con tutte le tue forze
Bambina mia
dovrai lottare ed io sarò lì pronta ad aiutarti in ogni momento di difficoltà
Io ci sarò.

Lorella Benetton (mamma)

Mi piaci proprio così

Mi piaci proprio così

Con gli occhi lucidi ad ogni abbraccio
Quella voglia di urlare ogni dolore taciuto
Quel sorriso che non basta mai
La testardaggine nel fare tutto
Il cuore così grande da contenere il mondo
La risata contagiosa che fa impazzire chi ti sta attorno
L’amore che ci metti sempre
Quell’amarezza della vita che è diventata parte di te
Il tuo essere già grande
I mille pensieri che ti invadono la mente
La luce che emani quando entri in una stanza
L’esuberanza di una bambina
Le guance perennemente rosse
Per la dolcezza di quella timidezza che pochi ora hanno
L’imbarazzo che provi nell’essere guardata troppo
La camminata goffa in mezzo alla gente
Il lieve sarcasmo che nasconde le tue emozioni più buie
Il parlare a raffica quando sei felice, nervosa, triste
Il pianto sincero di chi vuole nascondere quell’angoscia di tutto ciò che significa la vita
Lo sguardo di chi non ha intenzione di mollare
Il desiderio di non accontentarsi mai
La tenacia nel voler combattere contro tutto e tutti
Per quello in cui credi
La necessità di sentirti libera
Perché per troppe volte sei stata privata perfino di te stessa
Quella semplicità che ti rende unica

Mi piaci proprio così
Intensamente, vera

Valentina Benetton

Sii libero

Sii libero di vivere,
libero di amare,
di pensare, di andare e non tornare.

Sii libero dalle paure,
libero dalle persone,
dalla vita, di parlare e dal male.

Sii libero di scegliere,
libero di chiedere,
di cantare, di ballare e di ridere.

Semplicemente, sii libero.

Valentina Benetton 

Tu

Ti ho cercato.
In tutto questo tempo non ho fatto altro
che sperare di trovarti.
Niente era come immaginavo da sempre.
Quel giorno
mi persi completamente nei tuoi occhi
così grandi per me
capaci di far perdere nell’immenso dell’azzurro
una bimba innocente.
Quell’attimo fu unico, magico
tutto scomparve per un istante
uno solo
capace di far ricominciare tutto dall’inizio.

Piangevo, temevo
ti volevo tutta per me.
Mi addormentavo tra le tue braccia
mi cullavi
e con la tua voce mi rassicuravi.
Sapevo che eri lì.
Il tempo scorre
tutto svanisce e cambia.

Ti hanno allontanata da me
ma non sanno
che hanno perso tutto
perché tu
ancora una volta
ci sei.
Sei qui a proteggermi
a sostenermi
a spingermi ancora più in alto
così da non temere più nessuno.

Tu
sei sempre stata accanto a me
con i tuoi problemi
i tuoi pensieri.
C’eri sempre per tutti
non ne facevano caso.
Non lasciarti scivolare via.
Le cose belle non accadono sempre.

Tu sei la mia “cosa” bella.

Valentina Benetton

Quella canzone

Mentre cammino per le strade del centro
mi soffermo
davanti solo dei manichini.
Una ragazza insieme alle amiche corre fuori
lasciando
per un istante
una canzone
disperdersi nell’aria.
Poi il silenzio.
Un vento leggero mi accarezza il viso.

Ricordo quella canzone
e quelle note d’amore
che ci hanno portato lontano
dove poche persone
riescono ad arrivare.

Apro la porta
un’aria calda mi accoglie.
Cammino per il negozio
i vestiti sembrano tutti uguali.
Ascolto
e il cuore mi batte forte
troppo.
Mi manca quasi il fiato.
Tu mi appari davanti
e lo so che non sei reale
ma poterti immaginare
mi rende felice
almeno per qualche secondo.

Resto lì, confusa
immobile.
Le note di quella canzone
che parla di noi
mi salutano
lentamente.
Mi sveglio
ed esco dal negozio.
Alzo gli occhi al cielo
e, girando su me stessa,
sorrido
dolcemente.
Tu sei ancora dentro di me.

Valentina Benetton 

Mio Nonno

Mio nonno.
Un uomo alto, robusto, moro e con due brillanti occhi azzurri.
Non è mai stato bravo con le parole e nemmeno con i gesti, ma, nel suo modo, dimostra comunque quello che prova.
È sempre stato speciale per me. Forse perché non ho mai avuto una figura paterna nella mia vita e sin da quando ero piccola lui per me è la persona più forte del mondo, nulla mi spaventava al suo fianco.

Un uomo semplice, a tratti burbero, autoritario, ma con un grande cuore.
Sempre pronto ad aiutare gli altri, anche quando questi se ne approfittavano della sua bontà.
Non ha mai fatto mancare nulla a nessuno.
Forse solo il suo affetto, così, come se lo aspettano tutti.

Ricordo quando da piccolina mi divertivo a pettinarlo.
Mi mettevo in piedi sulla cassapanca dietro di lui, lo spettinavo tutto e poi, attrezzata di pettine e forbice, mi cimentavo in un perfetto barbiere. Lui se la rideva un sacco.
Ero tutta concentrata a pattinarlo e a tagliargli quei ciuffetti che aveva di troppo.
Ci mettevo tanto impegno, non lo consideravo mica un gioco!
Lui si lasciava fare tutto.
Era felice di giocare con me e glielo si leggeva chiaramente in faccia, dalle guance rosse agli occhi lucidi.

Era un banchiere per circostanza, ma ha dedicato tutta la sua vita a fare il fabbro, ciò che realmente amava.
Ricordo ancora quando lavorava nell’officina dell’amico. Ogni volta che potevo andavo a trovarlo.
In inverno era un luogo perennemente freddo, il calore lo si percepiva solamente davanti ai forni, mentre in estate era impossibile entrarvi.
Ricordo soprattutto questo forte odore di ferro arrugginito nell’aria, il rumore dei martelli che battevano ovunque, i cori delle canzoni paesane ormai dimenticate, le risate e il profumo di vino.
Mi piaceva moltissimo vederlo all’opera.
Il modo in cui sapeva creare dei capolavori da un semplice pezzo di ferro mi meravigliava tutte le volte.
Lui ci vedeva il mondo, io solo un’asta.
Creava ogni cosa lo ispirasse: foglie, cavalli, ballerine, rose e i suoi amatissimi ciclisti.
Tutto riusciva sempre a riprodurlo alla perfezione.

Ha amato la nonna, tanto.
E anche se mio nonno non lo sa, la sua morte si è portata via un pezzo di lui.
Il lato che più amavo, quello che lo rendeva semplicemente mio nonno, non c’è più.
Mi manca tutti i giorni.
La sua risata, le sue battute, il suo volermi bene…
Come quell’ultima candela che era rimasta accesa un’infinità di tempo, lui non ce l’ha più fatta e si è spento.

Ma grazie alle sue opere, anche se non è più presente nella mia vita, io lo vedo dappertutto e lo porto sempre con me.

Valentina Benetton 

L’Amore

Due mani che si stringono.

I segni del tempo addosso,
la fatica di una vita
e quell’anello che racchiude una storia.

Profuma di rose,
baci e carezze
che scaldano il cuore.

Gli anni trascorsi
insieme
impressi in un’immagine.

Racchiude giorni
fatti di discussioni interminabili, risate,
notti insonni e paure.

Ma anche sguardi
che solo loro riescono a capire
e nei quali si perdono amandosi.

Immagino due anziani che si guardano
con la stessa intensità
della prima volta.

Immagino l’Amore.

Valentina Benetton 

 

Bianco

15 anni
In una stanza bianca,
tutto quello che ho.
Guardo e non vedo nulla.
Cerco di uscire,
ma non trovo nessun passaggio.

Il vuoto.
Tutto si è cancellato.
Mi sento completamente sola,
non riesco ad andare avanti,
mi sento rinchiusa.
Mi sto spegnendo
dentro queste mura.

Voglio rendere colorato ogni momento
della mia vita.
Cercando di cambiare
le situazioni
che mi circondano.
Vorrei poter illuminare
ogni singolo istante.

Perché bianco
è tutto ciò che posso ricordare.

In tutto questo tempo
sono stata capace di sbattere
in ogni angolo della stanza,
non ho mai trovato la via d’uscita.
Ho rinunciato a tutto.
Mi sono seduta,
aspettando.

A volte vorrei morire
per il tempo sprecato ingiustamente.
Mi sento una stupida.
Potevo cambiare le cose.
Invece sono rimasta ferma,
immobile.
Ho lasciato che ogni cosa
andasse da sé.

Cancellare ogni dolore,
il male che sta dentro ognuno di noi.
Il bianco può renderci vuoti,
persi,
ma, alla fine…
È tutto quello che si ha.

Valentina Benetton