Sii libero

Sii libero di vivere,
libero di amare,
di pensare, di andare e non tornare.

Sii libero dalle paure,
libero dalle persone,
dalla vita, di parlare e dal male.

Sii libero di scegliere,
libero di chiedere,
di cantare, di ballare e di ridere.

Semplicemente, sii libero.

Valentina Benetton 

Tu

Ti ho cercato.
In tutto questo tempo non ho fatto altro
che sperare di trovarti.
Niente era come immaginavo da sempre.
Quel giorno
mi persi completamente nei tuoi occhi
così grandi per me
capaci di far perdere nell’immenso dell’azzurro
una bimba innocente.
Quell’attimo fu unico, magico
tutto scomparve per un istante
uno solo
capace di far ricominciare tutto dall’inizio.

Piangevo, temevo
ti volevo tutta per me.
Mi addormentavo tra le tue braccia
mi cullavi
e con la tua voce mi rassicuravi.
Sapevo che eri lì.
Il tempo scorre
tutto svanisce e cambia.

Ti hanno allontanata da me
ma non sanno
che hanno perso tutto
perché tu
ancora una volta
ci sei.
Sei qui a proteggermi
a sostenermi
a spingermi ancora più in alto
così da non temere più nessuno.

Tu
sei sempre stata accanto a me
con i tuoi problemi
i tuoi pensieri.
C’eri sempre per tutti
non ne facevano caso.
Non lasciarti scivolare via.
Le cose belle non accadono sempre.

Tu sei la mia “cosa” bella.

Valentina Benetton

Quella canzone

Mentre cammino per le strade del centro
mi soffermo
davanti solo dei manichini.
Una ragazza insieme alle amiche corre fuori
lasciando
per un istante
una canzone
disperdersi nell’aria.
Poi il silenzio.
Un vento leggero mi accarezza il viso.

Ricordo quella canzone
e quelle note d’amore
che ci hanno portato lontano
dove poche persone
riescono ad arrivare.

Apro la porta
un’aria calda mi accoglie.
Cammino per il negozio
i vestiti sembrano tutti uguali.
Ascolto
e il cuore mi batte forte
troppo.
Mi manca quasi il fiato.
Tu mi appari davanti
e lo so che non sei reale
ma poterti immaginare
mi rende felice
almeno per qualche secondo.

Resto lì, confusa
immobile.
Le note di quella canzone
che parla di noi
mi salutano
lentamente.
Mi sveglio
ed esco dal negozio.
Alzo gli occhi al cielo
e, girando su me stessa,
sorrido
dolcemente.
Tu sei ancora dentro di me.

Valentina Benetton 

Mio Nonno

Mio nonno.
Un uomo alto, robusto, moro e con due brillanti occhi azzurri.
Non è mai stato bravo con le parole e nemmeno con i gesti, ma, nel suo modo, dimostra comunque quello che prova.
È sempre stato speciale per me. Forse perché non ho mai avuto una figura paterna nella mia vita e sin da quando ero piccola lui per me è la persona più forte del mondo, nulla mi spaventava al suo fianco.

Un uomo semplice, a tratti burbero, autoritario, ma con un grande cuore.
Sempre pronto ad aiutare gli altri, anche quando questi se ne approfittavano della sua bontà.
Non ha mai fatto mancare nulla a nessuno.
Forse solo il suo affetto, così, come se lo aspettano tutti.

Ricordo quando da piccolina mi divertivo a pettinarlo.
Mi mettevo in piedi sulla cassapanca dietro di lui, lo spettinavo tutto e poi, attrezzata di pettine e forbice, mi cimentavo in un perfetto barbiere. Lui se la rideva un sacco.
Ero tutta concentrata a pattinarlo e a tagliargli quei ciuffetti che aveva di troppo.
Ci mettevo tanto impegno, non lo consideravo mica un gioco!
Lui si lasciava fare tutto.
Era felice di giocare con me e glielo si leggeva chiaramente in faccia, dalle guance rosse agli occhi lucidi.

Era un banchiere per circostanza, ma ha dedicato tutta la sua vita a fare il fabbro, ciò che realmente amava.
Ricordo ancora quando lavorava nell’officina dell’amico. Ogni volta che potevo andavo a trovarlo.
In inverno era un luogo perennemente freddo, il calore lo si percepiva solamente davanti ai forni, mentre in estate era impossibile entrarvi.
Ricordo soprattutto questo forte odore di ferro arrugginito nell’aria, il rumore dei martelli che battevano ovunque, i cori delle canzoni paesane ormai dimenticate, le risate e il profumo di vino.
Mi piaceva moltissimo vederlo all’opera.
Il modo in cui sapeva creare dei capolavori da un semplice pezzo di ferro mi meravigliava tutte le volte.
Lui ci vedeva il mondo, io solo un’asta.
Creava ogni cosa lo ispirasse: foglie, cavalli, ballerine, rose e i suoi amatissimi ciclisti.
Tutto riusciva sempre a riprodurlo alla perfezione.

Ha amato la nonna, tanto.
E anche se mio nonno non lo sa, la sua morte si è portata via un pezzo di lui.
Il lato che più amavo, quello che lo rendeva semplicemente mio nonno, non c’è più.
Mi manca tutti i giorni.
La sua risata, le sue battute, il suo volermi bene…
Come quell’ultima candela che era rimasta accesa un’infinità di tempo, lui non ce l’ha più fatta e si è spento.

Ma grazie alle sue opere, anche se non è più presente nella mia vita, io lo vedo dappertutto e lo porto sempre con me.

Valentina Benetton 

L’Amore

Due mani che si stringono.

I segni del tempo addosso,
la fatica di una vita
e quell’anello che racchiude una storia.

Profuma di rose,
baci e carezze
che scaldano il cuore.

Gli anni trascorsi
insieme
impressi in un’immagine.

Racchiude giorni
fatti di discussioni interminabili, risate,
notti insonni e paure.

Ma anche sguardi
che solo loro riescono a capire
e nei quali si perdono amandosi.

Immagino due anziani che si guardano
con la stessa intensità
della prima volta.

Immagino l’Amore.

Valentina Benetton 

 

Bianco

15 anni
In una stanza bianca,
tutto quello che ho.
Guardo e non vedo nulla.
Cerco di uscire,
ma non trovo nessun passaggio.

Il vuoto.
Tutto si è cancellato.
Mi sento completamente sola,
non riesco ad andare avanti,
mi sento rinchiusa.
Mi sto spegnendo
dentro queste mura.

Voglio rendere colorato ogni momento
della mia vita.
Cercando di cambiare
le situazioni
che mi circondano.
Vorrei poter illuminare
ogni singolo istante.

Perché bianco
è tutto ciò che posso ricordare.

In tutto questo tempo
sono stata capace di sbattere
in ogni angolo della stanza,
non ho mai trovato la via d’uscita.
Ho rinunciato a tutto.
Mi sono seduta,
aspettando.

A volte vorrei morire
per il tempo sprecato ingiustamente.
Mi sento una stupida.
Potevo cambiare le cose.
Invece sono rimasta ferma,
immobile.
Ho lasciato che ogni cosa
andasse da sé.

Cancellare ogni dolore,
il male che sta dentro ognuno di noi.
Il bianco può renderci vuoti,
persi,
ma, alla fine…
È tutto quello che si ha.

Valentina Benetton

Quando ami qualcuno

Quando ami qualcuno, lo sai.
L’emozione ti divampa dentro
come un fuoco che arde.

Non lo trattieni,
non puoi perché è più forte di te.
Ogni altra cosa sembra scomparire
e poi lo vedi.

In quel momento
percepisci i battiti del tuo cuore accelerare,
trattieni il respiro e,
mentre la gola comincia a bruciare,
i vostri occhi si guardano.

Sorride, come solo lui sa fare.
Tu, timidamente, arrossisci.

La persona giusta può farti dimenticare chi sei
e i piccoli istanti a disposizione
possono sembrare un’eternità
vissuti accanto a lei.

Troppo spesso si finisce per perderli questi amori,
perché non si capisce la bellezza di un amore vero
o si ha troppa paura.
Paura di cosa poi?
Di amare o di essere amati?

Forse si ha paura di soffrire troppo.
Quando ami ti esponi completamente
e questo spaventa.

Valentina Benetton

L’alfabeto dell’amore

Amare è qualcosa di prezioso che si sta perdendo nel tempo.
L’amore è essere Altruista,
amando a dismisura.
Ti porta a tornare ad essere un Bambino,
quel bambino che guarda tutto con gli occhi dello stupore.
Amare è la Certezza di non essere mai soli.
Ti fa Dimenticare l’amarezza
che ti porti dentro da una vita.
Ti fa Emergere le emozioni che credevi di aver perduto,
le Farfalle nello stomaco che pensavi di non sentire più.
Ti fa provare Gratitudine per tutto quello che hai.
Amare ti Illumina l’anima 
e ti fa sentire Libera.
Ogni cosa appare Magica.
Ti fa sentire la Necessità di dare
senza pretendere nulla in cambio.
Amare ed essere amati è un Onore
che non dev’essere preso per scontato.
Ti rende Potente.
L’amore è una Roccia su cui potersi aggrappare.
Ti fa sentire Speciale,
in Tutt’uno con l’altro,
Unica.
Amare è Voler stare insieme per tutta la vita
con l’unica persona che ti fa ricredere in te stessa.
Ama perché non c’è niente di più bello.

Valentina Benetton 

Ci sono giorni in cui mi manchi

Ricordo il giorno in cui ci siamo detti basta,
e ci siamo cercati subito dopo.

Ricordo quei giorni in cui ci urlavamo addosso,
che dopo cinque minuti eravamo lì a baciarci.

Ricordo quando con la mano mi asciugavi le lacrime
e mi dicevi quanto ero bella,
che poi ti si illuminavano gli occhi solo a guardarmi.

Ricordo quando la notte potevamo essere veri,
lontani dagli sguardi di chi voleva sempre separarci.

Ricordo ogni ricordo di noi
e ci sono giorni in cui mi manchi.

Manchi come l’aria
e mi sembra di non riuscire più a vivere.

È passato molto tempo,
ma noi siamo sempre gli stessi.

Quando ci incontriamo e non servono le parole
perché basta uno sguardo per capirci.

Quando una piccola cosa ci fa pensare,
che poi la notte non possiamo fare altro che sognarci.

Quando rivedere le nostre foto ci fa battere il cuore,
e non ci importa di chi abbiamo accanto ora.

Che poi ci siamo detti addio,
ma non ci abbiamo mai creduto.

Valentina Benetton

Sentimento d’errore

Queste piccole cose passate
hanno spento la magia di quell’attimo.
Appoggiata al muro
mi lascio scivolare
lentamente.
Accasciandomi a terra
una fitta allo stomaco mi prende
improvvisamente.

Tutto comincia da qui.

I miei occhi si chiudono
e le lacrime scendono sul mio viso,
lasciando un solco.
I capelli arruffati, spettinati.
Tiro calci nel vuoto
e lascio un silenzio.
I ricordi riaffiorano alla mente
in un modo diverso.

Non mi fanno riflettere.

I desideri crollano
come un castello di sabbia
che tutti calpestano.
Nel buio
una strada si illumina.
Con coraggio mi alzo e,
pregando,
i miei occhi si aprono.

Forse non avevo mai guardato.

Valentina Benetton